I castelli più famosi della Calabria: Pizzo, Scilla e Le Castella

La storia di queste fortezze dall’Impero Romano ai giorni nostri

Da Nord a Sud e da Est a Ovest, la Calabria è una terra di castelli e di fortezze. Se ne contano oltre una decina, ciascuno con una sua storia ricca di avventure battaglie, leggende. In questa regione non c’è altura o promontorio naturale che non abbia un bastione, o una semplice torretta da cui avvistare i luoghi circostanti ma soprattutto il mare e tutto quello che da esso sopraggiunge.

Con un perimetro che è per il 90% circondato dal mare e con quasi 800 Km di coste, pari al 20% delle coste italiane, il principale problema di questo territorio, in passato, è stato la sua difesa; il nemico, oltre che dalla terraferma non poteva che arrivare dal mare, anzi dai mari! E così è stato per oltre un millennio!

Le invasioni barbariche in Calabria

Terminata l’era della Magna Grecia, subito dopo la caduta dell’Impero Romano 476 d.c. la Calabria per lunghissimi 1.500 anni è preda di un susseguirsi di egemonie e di violentissime invasioni barbariche. Nell’ordine, dopo i Romani si alternano Bizantini, Normanni, Svevi, Agioini e Aragonesi; a cui seguono Spagnoli ed Austriaci per finire con i Borboni ed il periodo napoleonico, fino a giungere (finalmente) all’unità d’Italia. Un’alternanza infinita di dominazioni interrotte “solo” dalle invasioni selvagge e devastanti di popoli che giungono dai mari. Come i visigoti, navigatori barbari della gelida Scandinavia e gli arabi: per lo più turchi e saraceni, che giungono numerosi con flotte di navi pirata. Abili e veloci nell’attaccare le navi merci, questi corsari riescono a saccheggiare anche la terraferma, depredandola di ogni cosa al loro passaggio.

L’importanza dei Castelli Calabresi: fortezze mozzafiato dalla funzione difensiva

Ed ecco che, quelli che altrove sono denominati castelli, nel senso di dimore nobiliari, qui diventano fortezze: pronte a nascondere gendarmi ed armi, o affrontare combattimenti anziché ospitare dinastie. Fortezze, spesso costruite a strati, ciascuna risalente ad un’epoca diversa, e diversa sovranità; incastonate in suggestivi scenari naturali dai panorami mozzafiato. Già solo ad osservare da lontano queste costruzioni, si respira la loro storia, si immaginano le navi che giungono da lontano, si odono persino i suoni dei combattimenti, gli spari dei fucili.

Il Castello di Pizzo detto anche Castello Gioacchino Murat

Come il castello di Pizzo calabro costruito da Ferdinando D’Aragona per sedare le rivolte delle popolazioni locali contro il dominio spagnolo (1492). Un luogo noto per aver imprigionato e giustiziato in età napoleonica Gioacchino Murat, re di Napoli e sposo di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Da questa altura, Murat con le sue navi fu avvistato dopo essere stato trascinato in quel luogo da una tempesta marina e qui subito catturato dai soldati borbonici. L’ edificio, con le sue mura di cinta e la sua torre in pietra, svetta sulle acque blu cobalto del Tirreno, dove Murat nel corso della sua prigionia, ogni giorno, dalla finestra della sua cella osservava il sole calarsi lentamente nell’acqua.

Il Castello Ruffo a Scilla

Oppure il castello Ruffo 493 a.c. posto sul promontorio di Scilla, che domina il caratteristico quartiere Chianalea e che sovrasta le acque viola dello stretto, così intense per via della macchia mediterranea che si riflette nell’acqua e per la vicina Sicilia che affiora di fronte.

Le Castella a Isola Capo Rizzuto

O ancora le Castella, 800 d.c. , uno dei più belli e affascinanti della Calabria. Incastonato nel celeste Mar Ionio questa roccaforte con la sua pietra arenaria giallo-ocra, galleggia imponente sull’ isola di Capo Rizzuto a Crotone nel cuore della Costa dei saraceni. La sua posizione in mare è strategica e giustifica in parte la sua denominazione al plurale “Le Castella”. La leggenda narra che questa costruzione è solo la piccola parte di un arcipelago di fortificazioni ormai sommerse dal mare.

Storia vera, racconti che lasciano a bocca aperta (come l’eco del fantasma di Murat che si aggira ancora nel castello); aspre e sanguinose battaglie, affascinanti intrecci amorosi. In ognuna di queste roccaforti il tempo sembra essersi fermato. ..

Per (ri)viverlo, basta varcarne le soglie e affacciarsi sul mare, che ne è cornice e protagonista insieme.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.