Dalla leggenda alla realtà: la storia della fata morgana fra mistero e illusione

Vita da strega! (o da fata)

La vita delle maghe un tempo non doveva essere per niente facile! Come quella di Morgana!

Nota da sempre come fata, Morgana, è uno dei personaggi letterari più conosciuti del Medioevo. Nel folclore inglese, molte leggende la ricordano come un essere sovrannaturale, dotato di moltissimi poteri magici, tra cui la possibilità di trasformarsi sia in cose inanimate sia in altri esseri umani. 

Era sorella di Artù, altro personaggio leggendario della Britannia medievale, in realtà sorellastra; poiché  figlia della stessa madre, Lady Igraine, ma padre diverso! Il padre di Artù era infatti il sovrano britannico Uther Pendragon. Costui, innamoratosi di Lady Ingraine, vuole a tutti i costi unirsi a lei. Chiede perciò a mago Merlino, divenuto in seguito consigliere e protettore di Artù, di farlo magicamente somigliare al vero marito di Igraine, tale Gorlois Duca di Cornovaglia, grazie ad un incantesimo.

Così Morgana dovette competere ad armi pari con suo fratello Artù, ispirato da sogni e visioni, nonché unico tra duecentocinquanta cavalieri ad estrarre, per volere divino, Excalibur: la magica spada conficcata nella roccia!  

Con il tempo Morgana diventa una maga ambigua tra il bene e il male; divisa tra fata e strega e, persino più potente dello stesso Merlino! Ma è anche dama, dea e guaritrice. Magnetica, intrigante e seducente, può fare il giro del mondo in volo, respirare sott’acqua, fluttuare sospesa nell’aria, risultare immune alle fiamme, trasformare gli uomini in pietra o tramutarli in animali e quant’altro! La leggenda narra che mutatasi di aspetto seduce lo stesso fratellastro Artù, generando così Mordred, che poi  crescendo nell’odio verso il padre diverrà il suo peggior nemico.

Ma cosa c’entra un personaggio della mitologia celtica con il Sud?

Nel susseguirsi delle varie versioni leggendarie che spopolavano in Europa, pare che Morgana avesse condotto Artù fino ai piedi dell’Etna,  affinché egli saldasse qui la sua spada: Excalibur. La maga, giungendo a Messina ne rimase così incantata, per la bellezza del luogo e del clima (decisamente più mite della gelida Britannia) da decidere di trattenersi in quei luoghi. Edificò un castello di cristallo nelle profondità marine,  proprio nello stretto di Messina, tra Scilla e Cariddi.

Nei secoli, tramite dei sortilegi, creò tempeste d’acqua o ingannò i marinai che volevano attraversare lo stretto, facendo loro credere che la striscia di mare che separa la Calabria dalla Sicilia fosse molto più piccola di quanto non fosse.. oppure indusse condottieri in visioni di fantastici castelli in aria o in terra, per attirarli in acqua e quindi condurli a morte.

Un racconto ricco di mistero, ma il suo fascino continua ancora …

Tuttora, in particolari condizioni atmosferiche, soprattutto in alcune limpide giornate estive, quando le temperature tra mare e aria si scontrano, osservando il mare da Reggio Calabria, si può vedere la città di Messina così vicina alla costa calabrese da poterla quasi raggiungere a nuoto. E viceversa! Come la fata, anch’essa affiora appena sopra la linea dell’orizzonte; sontuosa, nitida e sospesa sulle acque viola dello stretto.

L’illusione ottica, che poi è la stessa che si verifica nel deserto, è tale da far sembrare la Sicilia distante solo pochi metri da chi la guarda, al punto da riuscire a distinguerne nitidamente case, vie, frutti sugli alberi e persino i volti delle persone!

Questa suggestiva illusione ottica è il così detto “Fenomeno della Fata Morgana” che ci rimanda alla caratteristica tipica di questa fata, capace di restare sospesa nel vuoto.

Nel fluire magico di queste acque c’è tutto: chi siamo, chi siamo stati, chi saremo.

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